Piccoli Fuochi Fatui

Nell’antichità si ritenevano la dimostrazione dell’esistenza dell’anima. Alcune popolazioni nordiche invece credevano che seguendoli si trovasse il proprio Destino. In Danimarca e Finlandia, invece, i fuochi fatui erano associati alla presenza di un qualche tesoro sepolto nelle profondità del terreno o di una palude. I PFF (Piccoli Fuochi Fatui) sono incontri, performance, prove aperte e accadimenti fugaci, visioni private per piccoli gruppi di spettatori, nel tentativo di proporre un’alternativa culturale e una fruizione differente.

Tutti i Piccoli Fuochi Fatui avranno luogo presso il Teatrino Fontana di via Volturno 19 a Legnano. L’ingresso è riservato ai soci. E’ possibile sottoscrivere la tessera associativa annuale all’ingresso con un contributo di 5 euro. Il Teatrino Fontana si sostenta esclusivamente attraverso il lavoro teatrale. Crediamo che sia giusto permettere a ciascuno di partecipare secondo le proprie possibilità chiedendo un libero contributo a sostegno delle attività dell’associazione. Al termine delle iniziative chiediamo pertanto di onorare il lavoro con un’offerta che tenga conto di tutti gli sforzi che stanno dietro a ogni lavoro proposto.
Il progetto è sostenuto dal contributo di Fondazione Ticino Olona.

DOMENICA 23 FEBBRAIO ore 18.30
L’ULTIMO GIORNO DI UN CONDANNATO A MORTE
di e con Francesco Dell’Accio e Livia Malossi (Cesena)
lettura drammatica/prova aperta
liberamente tratto da “Le dernier jour d’un condamné” di Victor Hugo
Victor Hugo, maestro delle antitesi, non imprime nel suo scritto solo la critica verso la pena di morte. Egli riproduce, nel continuo scontrarsi dei contrari, una duplicazione mitotica che cresce esponenzialmente, diventa folla, enorme bocca distorta che fagocita e precipita tutto nel nulla. In questa moltitudine finale svanisce l’unità iniziale: l’uomo, perennemente anonimo, in lotta con lo scorrere del tempo che lo ingabbia. Ecco quindi il limite, la cornice, il contenitore entro cui l’animo umano si dibatte per non perdersi. Ecco anche il suono del pianoforte, così simile al ticchettio del pendolo, in opposizione a quello dell’elettronica, avvolgente e meditativo, in antitesi. Essi incamerano le variazioni della voce, che tenta di sfuggir loro e ne lascia dei fantasmi.
In questo spazio abbiamo deciso di porci in dialogo.

Nato a Cesena nel 1994, Francesco Maria Dell’Accio, attore savignanese, si forma inizialmente nell’ambito del teatro di prosa classico, con la compagnia “Malocchi & Profumi” di Forlì. Successivamente completa la propria formazione in ambito sperimentale, tramite il “Teatro Valdoca”, e quindi con la “Socìetas Raffaello Sanzio”. Qui approfondisce lo studio della ricerca sul movimento ritmico di Claudia Castellucci e Alessandro Bedosti, e di quella sulla voce in relazione all’infanzia, portata avanti da Chiara Guidi. Con quest’ultima collabora dal 2017 in diverse produzioni (“La terra dei lombrichi”, “La pietra dello scandalo”, “Fiabe giapponesi”, “Edipo, una fiaba di magia”). Sempre con “Socìetas” intraprende il percorso di regia esponendo i propri elaborati all’interno della rassegna “Essere Primitivo” (2012-2018).

Nata a Cesena nel 1996, Livia Malossi si laurea prima in Pianoforte e poi in Musica da Camera (con una tesi sugli autori russi del Secondo Novecento) al Conservatorio G.B.Martini di Bologna, dove attualmente sta completando gli studi di Composizione. Prevalentemente interessata alla diffusione del repertorio contemporaneo, si è esibita come solista, in formazioni da camera e in ensemble a Le Torri dell’Acqua di Budrio, la Panstwowa Szkola Muzyczna im. Chopina di Olsztyn (Polonia), il Teatro delle Passioni di Modena, il Museo Gregoriano profano a Città del Vaticano e il Teatro Comunale di Bologna. È inoltre attiva come compositrice; i suoi brani sono stati eseguiti per AngelicA – Centro di Ricerca Musicale Teatro San Leonardo di Bologna ed EstOvest Festival di Torino (come membro del collettivo di compositori In.Nova Fert).

E’ NECESSARIA LA PRENOTAZIONE  scrivendo al numero  339.7835482 oppure via mail teatrinofontana@gmail.com

SABATO 28 e DOMENICA 29 MARZO 2020
STEFANO RICCI
QUELLO CHE VOGLIO/QUELLO CHE NON VOGLIO

Workshop di disegno
Per due giorni ci dedicheremo all’esplorazione del disegno che si trova fuori dal foglio. All’inizio di ogni giornata i partecipanti usciranno per un’ora, per ricercare e osservare qualcosa che succede davanti ai loro occhi e che è legato in qualche modo alla loro vita.
Il lavoro didattico si svolgerà a due velocità: nell’ascolto concentrato e individuale di ogni partecipante, e nell’analisi dei disegni che stanno prendendo vita, e che coinvolgerà tutti.
Sabato 28 e domenica 29 marzo 2020,
dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 18

E’ richiesto un contributo di 50 euro + tessera associativa annuale 2020 (5 euro) Ai partecipanti, al momento dell’iscrizione, verrà fornito un elenco del materiale necessario allo svolgimento dell’attività.
E’ NECESSARIA LA PRENOTAZIONE .  Prenotazioni e informazioni scrivendo al numero  339.7835482 oppure via mail teatrinofontana@gmail.com

Stefano Ricci è nato nel 1966 a Bologna ,vive ad Amburgo e Quilow. Disegnatore, dal 1986 collabora con la stampa periodica e l’editoria in Italia e all’estero (“Frigidaire”, “Per Lui”, “Dolce vita”, ”Avvenimenti”, “Linea d’ombra”, “il manifesto”, “Esquire”, “Panorama”, “Teléma”, “Extra”, ”Glamour”, “HP”, “Follow me”, ”Libération”,“LesInrockuptibles”,”Internazionale”, “Alias”, “Lo Straniero”, “Télérama”,”L’Humanité”,”Bang”, “la Repubblica” “Afterhours”, Mondadori, Rizzoli, Einaudi, Salani, E.Elle,L’Ancora, Carocci ,Forum, Quodlibet, Gallimard, ecc.).  Nel 1989 pubblica il suo primo libro illustrato, Dottori (Metrolibri), al quale sono seguiti Ostaggi nello spazio (Salani, 1994), Don Giovanni (Salani, 1995, selezionato alla BIB, Biennale dell’illustrazione di Bratislava), Il magnifico libro del Signor Tutto (E. Elle, 1995) e Lamioche (Edition Demoures, 1999). Per i fumetti, oltre ad alcune storie brevi, ha pubblicato Tufo, su sceneggiatura di Philippe de Pierpont , selezionato nel 1997 per il XXV Festival di Angoulême. Sempre con Ph. de Pierpont realizza nel 1995 Nina et Lili per il libro collettivo Avoir 20 ans en l’an 2000. Per il mensile “Glamour”, su sceneggiatura di Gabriella Giandelli, nasce il progetto di Anita, poi raccolto in volume. Per il libro collettivo Algérie, la douleur et le mal  ha scritto e disegnato Safia Yacef. Su “Black” (n ° 1, 2001) e “Bang!”(n.3,2003)è apparsa Identikit, su sceneggiatura di Valerio Evangelisti.Souviens-moi , è stato pubblicato in “L’Humanité”.
Sempre partendo dal disegno lavora per il teatro: collaborando a Bologna con il Teatro Testoni, la Compagnia di Leo De Berardinis, il Teatro della Polvere,l’ Emilia Romagna Teatro, il Teatro Storchi, il Teatro delle Passioni, il Teatré Musical Possible, il tetro Galleria Toledo, il Teatré Varia, la Compagnia Modica Manchisi, il Centro di Promozione Teatrale ‘La Soffitta’; per la danza: dal 1996 è l’autore di tutti i materiali di accompagnamento ai progetti di Raffaella Giordano e del la Compagnia Abbondanza Bertoni, collabora con la coreografa belga Karine Ponties, Compagnia Dame de Pic; e il cinema: con Mario Martone e Giovanni Maderna. Dal 1994 firma progetti di immagine coordinata e di collane editoriali per le quali è stato selezionato sull’ADI, Design Index 2000, e per il premio Compasso d’Oro 2001. Dal 1995 cura la collana di Edizioni Grafiche di Squadro (Bologna) ; e nel 1996 , con Giovanna Anceschi, fonda la rivista “MANO fumetti scritti disegni”.Dal 2003 al 2009 è direttore artistico di “Bianco e nero” rivista del Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma. È docente del corso di disegno animato al D.A.M.S. Gorizia, Università degli Studi di Udine, insegna disegno all’Università delle Arti Applicate di Amburgo (HHW), e all’ École européenne supérieure de l’image, Angouleme. Dal 2008 dirige, con Anke Feuchtenberger, la casa editrice Mami Verlag. Nel 2019, in duo con Ettore Dicorato, pubblica l’album «La voce del castoro» per l’etichetta Rizosfera-NUKFM .

DOMENICA 5 GENNAIO ore 18
HAXAN
Live electronics set e proiezione del film a cura di BuTe
Vero cimelio cinematografico del 1922, primo esempio di un linguaggio misto tra documentario e fiction, dove l’autore cerca di riassumere la storia della stregoneria in Europa dai secoli più oscuri dei processi e delle persecuzioni per stregoneria fino ai tempi più moderni quando ai fatti si attibuivano cause scientifiche e psicologiche. Ogni qual volta che vi è l’uso o la padronanza di uno strumento nuovo o di una tecnica sconosciuta si parla di stregoneria, magia e diavoleria.Anche la tecnologia dei nostri giorni non è altro che una grande diavoleria ancora in grado di stupire, ammaliare e spaventare.

DOMENICA 12 GENNAIO ore 18
JUDITH – la sorella di Shakespeare
di e con Angela Burico
prova aperta, liberamente ispirato da “Una stanza tutta per sé” di Virginia Woolf
L’attrice parla con il pubblico e a tratti fa apparire la figura, ora assorta, ora dimessa ora in ribellione ora ironica della donna nel secoli.
Il racconto percorre la storia letteraria del genere femminile dal silenzio dei secoli fino ad una progressiva presa di parola;immagina una possibile sorella di William Shakespeare il cui destino sarà molto diverso da quello del poeta;attraverso il progressivo strutturarsi di un’antropologia femminile la causa delle donne si sposa con quella di tutte le minoranze;
la ricerca di un nuovo ordine delle cose si scontra con la contemporanea società del consumo.

SABATO 28 DICEMBRE 2019, ore 18 (prova aperta) e ore 21
L’ETA’ CHE NON PASSA
di RadiceTimbrica Teatro
tentativo evocativo tratto da ” La più grande balena morta della Lombardia” di Aldo Nove
con Cinzia Chiodini, Chiara H. Savoia, AnnaLidia Molina, Luca Colombo, Alberto Dell’Acqua e con Walter Carluccio.
L’età che non passa è il tentativo evocativo di dare corpo e voce ai ricordi di un’infanzia che non si perde mai poiché resta ancorata nello spazio del ricordo, come un’eco nel presente capace di condizionare il futuro.
Lo spettacolo ha ricevuto la menzione speciale al festival Nuove Espressioni 2008 di Milano “Per l’originalità della scelta testuale e la freschezza e coralità della trasposizione scenica”.

Domenica 1 Dicembre 2019 dalle 11 alle 16
OLTRE IL LIMITE DEL CORPO
worskhop a cura di Cristina Masson, EnClave DANZA (Spagna)
“Siamo interessati all’indagine sul movimento contemporaneo, affascinati dall’idea di catturare un gesto fortuito causato da errori o successi”
Il workshop si concentrerà sulle possibilità espressive del movimento del corpo stimolando la creatività; soprattutto, fornirà gli elementi necessari alla comprensione della relazione tra funzionamento muscolare e spazio. Una parte del seminario sarà dedicata all’improvvisazione individuale. L’improvvisazione avverrà con i temi presentati nello spettacolo “I.A.” al fine di conoscere lo spettacolo in modo più profondo e consapevole.

Domenica 1 Dicembre 2019 alle ore 18
IA*
Enclave Danza (Spagna)
Di Cristina Masson, con Cristina Masson e Melisa Marìn Luis
Un giorno noi umani ci mescoleremo con la tecnologia robotica, saremo bionici per necessità. Perché non pensare che la coscienza etica dei ROBOT possa riscattarci dal nostro caos?
Il progetto di ricerca di questo lavoro parte da film di fantascienza emblematici come 2001, Odyssey in Space e Blade Runner.

EnClaveDANZA è una compagnia di danza contemporanea diretta dalla coreografa brasiliana Cristina Masson, Premiata con il PREMIO LA- TINOS MADRID nel 2010, per la sua carriera di drammaturga, ballerina e coreografa. ES.ARTE è una società di produzione artistica, gestione e programmazione che si dedica dal 2004 alla progettazione e realizzazione di progetti ed eventi culturali. Con più di 30 produzioni, ha lavorato con figure eccellenti, ma anche con altre emergenti vantando nei suoi spettacoli registi di grande prestigio nazionale e internazionale.Ha partecipato continuativamente con le sue produzioni in molti festival (Mérida, Almada, Almagro, Olite, Merida, Alcalá, fendinebbia, Cáceres, Alicante, Sagunto, Almería, …) e nei teatri spagnoli, con i quali ha più volte realizzato delle co-produzioni, e in alcune piazze europee dell’Istituto Cervantes. Numerosi premi e nomination al suo attivo, mettendo in evidenza il la Nomina CHI- VAS TENDA TELON – Miglior produttore DEL TEATRO nella sezione Rivelazioni (2006), Premio per miglior spettacolo Juan Bravo (2009), varie nomination e Pre- mios Ervilla e Premios Teatro de Rojas, Premio ADE per Mejor direction joven (2015). Nel campo delle Arti Visive si evidenziano il premio Málaga Crea (2015), Premio Abycine (2015), Premio SEMINCI (2016 Rueda con Rueda), Premios Latinos 2016.

VENERDI’22 NOVEMBRE 2019 alle ore 21
LIBRI SUONATI
Michele Marchesani
Evocazioni e suggestioni di un libro vengono rimpastati in uno momento performativo di suoni e parole scaturite da una unica essenza espressiva. Parole e musica si intrecciano e giocano tra di loro per creare un’atmosfera immaginifica del romanzo raccontato.

Michele Marchesani è un polistrumentista e cantautore. Appassionato di musica da quando era ragazzo ha esplorato diversi generi musicali tenendo concerti in diverse città italiane. Nel marzo 2018 ha pubblicato il suo secondo disco di canzoni proprie sotto lo pseudonimo di “Mica Altrove”, reperibile su tutte le piattaforme online. Le numerose collaborazioni nell’ambito del teatro e della danza, lo hanno portato nel tempo ad allargare i suoi orizzonti fino alla creazione di un nuovo format che unisce musica, teatro, letteratura ed improvvisazione in un unico spettacolo denominato “Libri Suonati”.

DOMENICA 10 NOVEMBRE 2019 ore 18.30
INTO THE WILDE
studio post performativo su diverse problematiche della contemporaneità
a partire da De Profundis di Oscar Wilde

di e con Marco Bianchini/Teatro della Caduta
Marco Bianchini, in residenza al Teatrino Fontana, presenta al pubblico un primo studio per uno spettacolo che, a partire dal De Profundis di Oscar Wilde, vuole indagare quello che si trova al di là della superficie delle cose.

Marco Bianchini, attore e narratore vicentino, ha seguito un itinerario formativo che parte dal teatro di narrazione (con Gilles Bizouerne, Lylo Baur Marco Paolini) e si completa con la tradizione francese di teatro fisico (con Miriam Goldschmitd, Marcel Marceau, Pierre Byland, Giovanna Mori e in particolare all’Ecole Philippe Gaulier di Parigi). Dal 2004 collabora con il Teatro della Caduta con cui ha sviluppato un linguaggio personale basato sulla commistione di generi, l’alternanza di registri, il gusto per il paradosso e il surreale e l’utilizzo del linguaggio comico come veicolo di contenuti.
La Caduta di Torino ha prodotto cinque suoi spettacoli: “1/6000”, “De Bulgarij Eloquentia”;“Anamnesi” ,“Lamleto” e “La ballata dei Van Gogh”. Ha vinto, diretto da Francesco Giorda, il primo premio della giuria e del pubblico al “Concorso Internazionale di Regia Fantasio Piccoli”. Premio del pubblico al concorso per monologhisti “C’è posto per te”. Ha curato la regia di “Madama Bovary” (finalista Premio Scenario 2011) e di “Leopardi Shock”, interpretati da Lorena Senestro.

DOMENICA 20 OTTOBRE 2019 ore 18
“INFERNO”
Live electronics set a cura di BUTE&SANTALUCIA
Collaborazione che parte dall’interesse comune per la manipolazione elettronica dei suoni e per il field recording.
In questa particolare occasione i due, guidati e ispirati dalle favolose immagini di uno dei primi film dell’industria cinematografica italiana, accompagneranno la visione con un lavoro sonoro realizzato in tempo reale. Grazie ad un ricco arsenale di suoni, sia concreti che di sintesi, seguiranno la discesa del Poeta verso il centro dell’Inferno, costruendo architetture ritmiche sempre più complesse e coinvolgenti.
 

 

23 SETTEMBRE ore 20.30, 20.50, 21.15, 21.40 e 22.00
CINQUE ANNI DI SILENZIO
una performance per due spettatori
di RadiceTimbrica Teatro,  direzione Chiara H. Savoia e Cinzia Chiodini
con Anna Tommasella, Manuela Cirielli, Laura Romagnino, Riccardo Santalucia, Maurizio Misiano, Maria Zurlo, Walter Carluccio,  Flora Salemme, Valeria Gradimondo, Francesco Santabrogio.
Se osservassimo dieci secondi di silenzio per tutte le vittime dell’olocausto dovremmo rimanere muti per cinque anni.
E se all’improvviso l’umanità intera piombasse nel silenzio?
Privato della propria voce, l’uomo diventa mostro – parola proveniente dal termine latino monstrum, che significa segno divino, prodigio, e che deriva da monēre: avvisare, ammonire.
Nella mancanza di spiegazioni logiche, d’istinto si pensa a un presagio apocalittico – ma, in questo caso, l’apocalisse è già stata annunciata.
“Quando anni dopo i testimoni di questa scena ripensavano a ciò che avevano visto, il più delle volte non riuscivano a capire se stessi.” (F. Kafka)

 

I Piccoli Fuochi Fatui 2019-20 saranno realizzati con il contributo di Fondazione Ticino Olona, realtà filantropica comunitaria che lavora per un territorio più felice con oltre 750 progetti sostenuti e più di 5 milioni di euro erogati in 10 anni

Qui puoi leggere l’archivio delle precedenti edizioni dei Piccoli Fuochi Fatui:

archivio dei piccoli fuochi fatui